Data: 05/03/2026 20:00:00 - Autore: Antonino Miceli
La legge n. 241/90 sul procedimento amministrativo, ha fissato due pilastri del procedimento amministrativo: il primo di tutti, la tipicità del provvedimento, sancendo lobbligo della forma scritta e dellessenzialità dei contenuti a pena di nullità dellatto, quali loggetto, lautorità procedente, la causa, il motivo, la data e la firma del R.U.P. (responsabile unico procedimento); il secondo, importante, dellobbligo di conclusione del procedimento con provvedimento finale espresso.
Ciascuna pubblica amministrazione, in base a tale enunciato normativo, nei procedimenti dufficio e istanza di parte, è obbligata a pronunciarsi con laccoglimento o il rigetto del diritto/interesse legittimo vantato dai privati cittadini.
Ed è proprio su questo principio che sinnesta leccezione ovvero il silenzio della pubblica amministrazione. Per silenzio sintende, in generale, la mancata pronuncia con provvedimento scritto e pubblicato, accessibile secondo la legge sulla trasparenza degli atti.
Tuttavia, la salute pubblica, rientra nelle materie di pubblico interesse che non sono soggette al silenzio della p.a., perché riguardanti situazioni giuridiche , fatti e diritti rilevanti per la collettività.
Il legislatore, nel riformare la legge n. 241/90, con legge n. 124 del 2015 (legge Madia) , introducendo lart. 17 bis nel testo della legge n. 241/90, ha esteso il lasso temporale entro cui la pubblica amministrazione, anche intervenendo insieme ad altre amministrazioni, deve pronunciarsi nei procedimenti riguardanti il rilascio di autorizzazioni per attività afferenti la sanità privata e pubblica, estendo il termine da 60 a 90 giorni (amministrazioni c.d. sensibili come definito dalla dottrina amministrativa).
E stato poi aggiunto un comma ulteriore al dettato normativo in cui è stabilito che nel caso in cui la pubblica amministrazione non si pronuncia entro il termine fissato dalla norma il silenzio comporta lavvenuta acquisizione della richiesta di parte e quindi laccettazione tacita della stessa.
Lo scopo evidente qui del legislatore vuole essere quello di velocizzare i procedimenti in cui è richiesto il nulla osta o una particolare autorizzazione rilasciata in concerto con più pubbliche amministrazioni titolari di posizioni organizzative a ciò legittimate.
Il silenzio assenso, così delineato, non va a sostituire lobbligo di provvedimento espresso della pubblica amministrazione anche in materia di tutela della salute pubblica. Ciò perché la pubblica amministrazione tutela tramite il controllo espresso nel provvedimento finale gli interessi sensibili del soggetto richiedente lesercizio di particolari attività o diritti in campo sanitario, socio sanitario e ambientale.
Tuttavia, il rapporto tra amministrazione pubblica e cittadino rimane inalterato sotto i canoni dellart. 20 della legge n. 241/90 (silenzio assenso tradizionale), il quale prevede che decorsi i 30 giorni in assenza di comunicazione scritta, la richiesta di autorizzazione, nulla osta, permesso et similia, in base alla competenza ratione materiae dellamministrazione interpellata, si intende tacitamente accettata e approvata.
Nel riparto di competenze legislative fra Stato e Regioni, fissato dalla Costituzione, nelle materie di pubblico dominio riguardanti salute, paesaggio, ambiente e beni culturali è preclusa la possibilità per le regioni di adottare provvedimenti normativi di rango secondario che estendono lambito di applicazione del silenzio assenso ex legge Madia proprio per evitare la compromissione del buon andamento della pubblica amministrazione.
Pertanto, nel caso di silenzio assenso a seguito di avvenuta presentazione della S.C.I.A. per lavvio di attività ambulatoriali sanitarie, comunità alloggio, case anziani, r.s.a., etc
fermo restando il provvedimento espresso dellautorizzazione sanitaria per conformità alle norme igienico-sanitarie, il cittadino da un lato avrà la certezza dellavvenuto accoglimento delle sue richieste, dallaltro, invece non è possibile esperire verifiche sul merito e sullopportunità dellatto come accade nel caso della revoca e dellannullamento dufficio di provvedimenti espressi dellamministrazione su materie diverse da quelle in cui la legge Madia ne ha sbarrato la portata applicativa con il silenzio assenso.
Avvocato Antonino Miceli Funzionario ASP
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