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Data: 24/02/2016 08:00:00 - Autore: Valeria Zeppilli
di Valeria Zeppilli Le iscrizioni scolastiche online degli studenti italiani si sono chiuse ieri, ma rimane aperta la questione dei contributi. Dai 50 ai 150 euro (e anche oltre), le scuole continuano a richiedere contributi indispensabili per la frequentazione agli studenti e, dunque, alle loro famiglie. Costi per gli acquisti di materiale e strumenti vari, per le attività extracurricolari, per i laboratori, per la manutenzione e finanche per la carta. Certo sono tante le spese che le scuole devono sostenere e per le quali i fondi stanziati dallo Stato non possono bastare (anche se quest'anno è aumentato il fondo di funzionamento dagli attuali 111 milioni a 230). Così diventa indispensabile l'aiuto delle famiglie, ma molti istituti dimenticano (o fingono di dimenticare) che i contributi scolastici, nel nostro ordinamento, sono assolutamente volontari e, quindi, facoltativi. Il decreto legislativo numero 266/2005, infatti, al comma 1 dell'articolo 28 e al comma 2 dell'articolo 30 sancisce il regime di gratuità dell'istruzione scolastica. L'importo dei contributi scolastici, insomma, non è una tassa erariale ma un versamento che le scuole possono richiedere alle famiglie a titolo di partecipazione alle spese connesse allo svolgimento dell'obbligo scolastico, come, ad esempio, quelle per le fotocopie. La somma è stabilita dal Consiglio d'istituto, ma solo come parametro generale. Del resto le scuole, che non hanno alcun potere autonomo impositivo di tasse e contributi, non possono obbligare i genitori dei loro studenti a pagare alcunché, né subordinare l'iscrizione al pagamento. Diverso è il caso in cui ad essere richiesto sia un rimborso delle spese che la scuola sostiene per conto delle famiglie, come ad esempio quelle per le gite, per l'assicurazione, etc.: in questo caso il pagamento è ovviamente dovuto. Attenzione però a non fare di tutta l'erba un fascio: il nostro ordinamento prevede comunque alcune tasse definite scolastiche e regolate dal decreto legislativo numero 297 del 1994. In particolare, le tasse scolastiche sono quattro: quella di iscrizione, quella annuale di frequenza, quella di esame e quella di diploma. Tali tasse vanno sempre pagate, a meno che non siano previsti particolari esoneri per merito, per ragioni economiche o per determinate categorie di studenti. Esoneri che, comunque, non riguardano mai la tassa di diploma. |
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