Data: 30/12/2015 07:00:00 - Autore: Valeria Zeppilli
di Valeria Zeppilli Se si guarda al quadro che, come ogni anno, ha recentemente dipinto l'Istat, la nostra cara Italia, nel complesso, non si presenta un granché bene.
La giustizia è ancora molto lenta, con quattro milioni e mezzo di cause pendenti nel solo campo civile, e il mercato del lavoro, sebbene in crescita, resta lontano dalla media dell'Europa. Da dietro, infatti, ci guardano solo Croazia e Grecia.
Senza parlare dell'aumento dei furti e del persistente problema del sovraffollamento delle carceri.
Le iscrizioni all'università hanno poi subito un netto calo: complice, probabilmente, la crescente sfiducia nel sistema, solo il 49,7% dei ragazzi decide di proseguire i propri studi una volta conseguita la maturità.
Non vanno meglio gli affari di cuore, con un aumento dei matrimoni giunti al capolinea.
L'Italia non perde, poi, le sue amate tradizioni: si continua a considerare il pranzo un momento "sacro" (per il 67,2% dei cittadini è il pasto principale) e lo si continua a consumare a casa (almeno dal 73,4% della popolazione).
Va poco lo sport, praticato solo da un italiano su tre.
Resta poi altissima e tipica rispetto al resto d'Europa la percentuale di famiglie proprietarie delle abitazioni in cui vivono: ben il 71,2%. Quasi una su cinque, tuttavia, per godere di tale beneficio sta fronteggiando un mutuo.
Le buone notizie sono che si vive più a lungo, si visitano di più i musei e, dopo diversi anni, non diminuiscono i lettori.
Chissà cosa ci riserverà l'anno a venire.
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