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Data: 22/06/2011 09:00:00 - Autore: Emanuele Ameruso
La federazione nazionale della terza età ha presentato, come ogni anno, i risultati dello studio, condotto dal centro Sic, sui costi e rischi dell'influenza stagionale. I dati confermano, purtroppo, un livello di vaccinazione piuttosto bassa fra i lavoratori italiani: solo il 25% dei lavoratori si vaccina a fronte dell'oltre il 65% dei pensionati. Cio' determina un numero elevatissimo di assenze per malattia che potrebbe essere facilmente ridotto a seguito di una vaccinazione maggiormente diffusa.
Federanziani ha tentato di calcolare i costi e i vantaggi di un'eventuale vaccinazione anche sotto i 65 anni di età: "se si riuscisse a immunizzare i 23 milioni di lavoratori italiani si spenderebbero 117 mln di euro (5 euro per dose), ma i risparmi reali sarebbero almeno di dieci-quindici volte superiori".
Da questo dato è partita la proposta alle Istituzioni di finanziare le vaccinazioni a partire dal 50° anno d'età avviando, magari, un progetto pilotato circoscritto a livello territoriale per poter studiare più approfonditamente le ripercussioni di una simile misura.
Chiediamo alle istituzioni di investire in un progetto pilota di abbassamento dell'età vaccinabile, in una singola regione ha proposto Roberto Messina, presidente Federanziani Il nostro centro studi condurrà in seguito uno studio, in collaborazione con le Università, per verificare se i risultati, in termini di risparmi per il Ssn, corrisponderanno a quello che oggi le ricerche ci consentono di prevedere.
Un'apertura a tale proposta é stata espressa da associazioni di categoria e rappresentanti delle Istituzioni, i quali hanno annunciato l'intenzione di aprire un tavolo, di concerto con i soggetti interessati, per mettere in piedi, nel più breve tempo possibile, un progetto pilota.
La spesa pubblica per la prevenzione, in Italia, é di molto inferiore a quella degli altri patner europei e rappresenta solo l'1% della spesa pubblica totale nazionale. La proposta di Federanziani, quindi, servirebbe a mettere l'Italia in linea con gli altri Paesi, riducendo, di molto, la spesa per assenteismo dal lavoro, visite mediche, ospedalizzazioni e consumo di farmaci.
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