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Altroconsumo avvia indagine su sicurezza e trasparenza nei social network

L'associazione Altroconsumo ha svolto e presentato i risultati di una sua indagine su 12 social network, che ha voluto monitorare, con risultati che pongono diversi dubbi sulla loro correttezza. L'indagine di Altroconsumo ha riguardato 12 famosi social network, che operano nel campo degli incontri in rete, per fare conoscere l'anima gemella e così via. Ciò che è stato riscontrato è stato un basso livello di sicurezza e di trasparenza, con sorprese che diventano evidenti subito dopo pochi clic. Sì, perché in fase di registrazione, tutti questi social network affermano di essere gratuiti. Basta inserire un nome, un cognome e una città di residenza, senza alcun controllo effettivo sulla veridicità, che si entra a fare parte di questo nuovo mondo fatto di persone che vogliono conoscere altre persone.
In genere, si possono aggiungere altre informazioni sui propri gusti, anche sessuali, nonché su hobby, lavoro, etc., e foto, spesso non veritiere e prese dalla stessa rete. Ma andando a consultare i profili degli altri iscritti, non appena registratisi, si scopre che non è possibile comunicare con altri utenti, se non tramite pagamento. E la beffa sta proprio qui. Il servizio, presentato come gratuito, altro non è che uno specchietto per le allodole, che attira iscritti per poi spingerli, senza alcun preavviso, a pagare per interagire con gli altri; e si arriva a chiedere anche abbonamenti annuali per 298,90 euro all'anno. Alla faccia del tutto gratis!
(20/03/2011 - Emanuele Ameruso)
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