Un deciso no arrriva dalle associazioni sindacali Cgl, Cisl e Uil all'ipotesi lanciata da Rosi Mauro, vicepresidente del Senato e segretario generale del Sin.Pa (Sindacato Padano) secondo cui i contratti di lavoro andrebbero 'regionalizzati' e quindi legati al costo della vita nel territorio. La proposta è arrivata a seguito della richiesta della Bce agli Stati europei di promuovere flessibilità e la moderazione salariale. Secondo l'esponente leghista isognerebbe "sgravare le buste paga -spiega- da quei meccanismi che aumentano il lordo all'inverosimile ma lasciano sempre inalterato il netto". La proposta non è piaciuta ai tre sindacati e, in un intervista a Labitalia, Vincenzo Scudiere, segretario confederale della Cgil ha dichiarato: "Riproporre oggi la regionalizzazione dei contratti, in una fase di dura crisi economica, sociale e politica, risponde soltanto a interessi di carattere localistico, e soprattutto elettorale, che non a esigenze legate al mondo del lavoro, ovvero maggiori diritti e tutele per i lavoratori".

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