Con la sentenza n. 41142 depositata il 22 novembre, la Corte di Cassazione ha stabilito che integra il reato di maltrattamenti contro i figli, il comportamento del genitore che picchia l'altro coniuge davanti ai minori. La Corte ha infatti spiegato che per la configurazione del reato di cui all'art. 572 del codice penale, non rileva il fatto che le violenze siano state indirizzate verso un altro "soggetto passivo" (in questo caso, l'altro coniuge) perché quello che conta è l'ostilità che quel clima di violenza crea all'interno della famiglia e in danni dei bambini testimoni oculari delle aggressioni. Si legge infatti dalla parte motiva della sentenza che "lo stato di sofferenza e di umiliazione delle vittime non deve necessariamente collegarsi a specifici comportamenti vessatori posti in essere nei confronti di un determinato soggetto passivo, ma può derivare anche da un clima generalmente instaurato all'interno di una comunità in conseguenza di atti di sopraffazione indistintamente e variamente commessi a carico delle persone sottoposte al potere dei soggetti attivi, i quali ne siano tutti consapevoli, a prescindere dall'entità numerica degli atti vessatori e dalla loro riferibilità ad uno qualsiasi dei soggetti passivi" .
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