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Un uomo ingiustamente detenuto in carcere con l'accusa di omicidio per ben 11 anni, cinque mesi e ventisei giorni e poi assolto a seguito di revisione del processo, ha chiesto di essere risarcito per il fatto di non essere diventato padre. La suprema Corte però (Terza sezione penale, sentenza n.40094/2010) gli ha negato il diritto al risarcimento. Secondo gli Ermellini, infatti, non ci può essere risarcimento per la mancata paternita' perche' tale impossibilita' costituisce una "conseguenza naturale della perdita della liberta' personale". Come si legge in sentenza, l'uomo era stato condannato a 30 anni di reclusione per omicidio e poi assolto in seguito alla revisione del processo. Per l'ingiusta detenzione era stato già accordato un risarcimento di circa un milione e mezzo di euro. L'ex detenuto però voleva anche il risarcimento per la determinata impossibilita' di avere figli data dal fatto che una volta uscito dal carcere la sua compagna era ormai prossima alla menopausa.
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(16/11/2010 - Roberto Cataldi)
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