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Donne e lavoro: diritto a proseguire il rapporto fino al conseguimento dell'etÓ massima lavorativa

Per quanto concerne le lavoratrici dipendenti premesso che, in base al combinato disposto delle disposizioni di legge che si sono succedute nel tempo ( art. 4, primo comma, l. 9.12.1977, n.903, come risultante a seguito della sentenza della Corte cost. n.498 de1 27.4.1988, art.l. primo comma, del d.lgs. 30.12.1992, n.503, art. 11 della l. 23.12.1994, n.724) deve distinguersi tra etÓ pensionabile ed etÓ massima lavorativa, entitÓ non coincidenti in quanto nell'attuale ordinamento l'etÓ massima lavorativa, pi¨ elevata, corrisponde all'etÓ pensionabile stabilita per i lavoratori dell'altro sesso, la tutela obbligatoria, unitamente a quella reale ( ricorrendo di questa le condizioni di legge) deve ritenersi estesa a tutte le lavoratrici che, pur avendo raggiunto l'etÓ pensionabile, non hanno ancora conseguito l'etÓ massima lavorativa, con la conseguenza che alle stesse compete il diritto di proseguire il rapporto di lavoro anche dopo il compimento dell'etÓ pensionabile e fino al giorno del raggiungimento dell'etÓ massima lavorativa, senza necessitÓ di alcun onere di comunicazione, da parte loro, al datore di lavoro, e con l'ulteriore conseguenza che a quest'ultimo Ŕ fatto divieto di esercitare il recesso ad nutum nell'arco di tempo indicato. (Corte di Cassazione - sez. lav. - sentenza 6535 del 24 aprile 2003 in www.cassazione.it)
(16/05/2003 - Roberto Cataldi)
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