Il Tribunale amministrativo regionale per la Lombardia, con sentenza 12 maggio 2010, n. 1464, ha stabilito che il discrimine tra gli atti che devono considerarsi rientranti nell'ambito oggettivo della disciplina dell'accesso e quelli destinati a rimanerne fuori, non va identificato nella distinzione tra attività posta in essere nell'esercizio di potestà pubbliche e attività condotta secondo moduli privatistici, bensì, nella sottoposizione o meno del soggetto preposto al suo espletamento al dovere di imparzialità. Nel caso di specie, i dipendenti della società, anche cessati dal rapporto, hanno diritto ad accedere ad alcuni atti relativi all'organizzazione interna della società, quali, tra l'altro, i fogli firma delle presenze giornaliere.
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(09/06/2010 - Francesca Bertinelli)
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