In un intervista all'Adnkronos Marisa Laurito ha dichiarato il suo dissenso in relazione alla recente decisione della Corte di Cassazione che ha ritenuto non offensiva l'etichetta di "napoletano" attribuita da un giudice ad un teste che vaceva il vago in aula. E' una "brutta abitudine" quella di "etichettare" gli italiani a seconda della provenienza. L'artista napoletana fa notare che "Il termine non e' certamente denigratorio ma e' caratterizzante perche' quel giudice ha voluto cosi' affibbiare ai napoletani la caratteristica dei 'perdi tempo'". La Laurito evidenzia che quella di dare etichette "e' una lunga storia. Se pensiamo che cosa si dice dei 'siciliani, o dei 'torinesi, falsi e cortesi'. Anche dei padani si dicono cose inenarrabili. E' una brutta abitudine, tutto qui". L'artista napoletana conclude dicendo "ha certamente sbagliato quel giudice ma e' anche vero che Napoli fa sempre parlare molto di se', a volte eccessivamente".
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(31/03/2010 - Roberto Cataldi)
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