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Cassazione: mai essere petulanti. Neppure per suscitare la caritÓ dei parroci

Un comportamento petulante e ripetuto per suscitare la caritÓ di un prelato pu˛ costare una condanna penale. Lo ha stabilito la Corte dei Cassazione chiarendo che certi comportamenti possno configurare il reato di molestie. La decisione Ŕ della prima sezione penale della Corte (sentenza 10400/2010) che ha colvalidato la condanna inflitta ad una famiglia rea di avere disturbato uun prelato apponendo cartelli sulla cancellata della curia e richiedendo insistentemente colloqui per chiarire la vicenda relativa allo sfratto da un campetto di calcio che i due coniugi gestivano e che costituiva la loro unica fonte di reddito. La coppia aveva anche seguito il prelato (all'epoca anche vescovo) nelle chiese dove andava a dire la messa e pi¨ volte andavano a suonare al campanello della curia. In una occasione era presente anche la figlia della coppia che veniva quindi coinvolta bella vicenda giudiziaria. Il caso finiva in tribunale e si concludeva con la condanna dell'intera famiglia per molestie. In Cassazione gli imputati hanno cercato di dimostrare di non avere avuto aluna intenzione di "molestare" o di "offendere" il vescovo essendo il loro unisco scopo quello di "di fare lievitare l'aspetto caritatevole proprio della funzione degli ecclesiastici".
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(30/03/2010 - Roberto Cataldi)
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