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Nuovo Ddl sulla prostituzione all’esame della Camera

Il 20 dicembre scorso è stato approvato dal Governo il nuovo disegno di legge sulla prostituzione. Ora il provvedimento, dopo una serie di ritocchi di carattere tecnico finanziario è passato al vaglio della Camera dei Deputati. In buona sostanza, la nuova legge prevede il divieto di vendere il proprio corpo per le strade e in tutti i luoghi pubblici, pena l’applicazione di sanzioni che vanno dai 200 ai 3 mila euro. In caso di recidiva le "lavoratrici del sesso" rischiano il carcere per un tempo che va dai cinque ai quindici giorni e un’ammenda da 200 a 1.000 euro. Questa rigorosa normativa sanzionatoria non verrà però applicata alle donne che dimostreranno di essere vittime del racket. Si prevedono tempi duri anche per i “clienti” giacchè il disegno di legge prevede multe da 200 a 1000 euro per chi si avvale dei favori delle prostitute e, in caso di recidiva, un’ammenda da 2 mila a 4 mila euro. Tra le altre novità del provvedimento vale la pena di ricordare: la depenalizzazione della reciproca assistenza tra le prostitute, per agevolare forme di solidarietà che possano aiutare a non cadere in situazioni di sfruttamento; l’abolizione del reato di favoreggiamento per il caso di locazione di appartamenti nei quali si eserciti la prostituzione quando la maggioranza qualificata dei condomini è d’accordo; l’incentivazione dei controlli sanitari che potranno incidere sulla valutazione del giudice chiamato a decidere sui casi di trasmissione di malattie sessuali; l’inasprimento delle pene per chi compie atti sessuali con prostitute minorenni (carcere da sei mesi a tre anni e multe non inferiori a 6 mila euro); introduzione nel codice penale dell’ipotesi criminosa di associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione, per la quale si prevede un aumento fino a due terzi delle pene attualmente previste per l’associazione a delinquere comune.
Per finire, è previsto un notevole aumento dello stanziamento per interventi di protezione sociale, per coloro che collaborino con l’autorità giudiziaria nelle indagini concernenti la prostituzione minorile e le organizzazioni criminali dedite al favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.
(28/03/2003 - Roberto Cataldi)
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