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Cassazione: l'azienda Ŕ tenuta alla buona fede nel trattare con i sindacati

In caso di riduzione di personale l'azienda deve trattare in buona fede con le organizzazioni sindacali. ╚ il principio sancito dalla Cassazione con la sentenza n. 22824 2009 nei casi di messa in mobilitÓ o licenziamento. Secondo la giurisprudenza della Suprema Corte, la legge n. 223 del 1991, nel prevedere agli articoli 4 e 5 la puntuale, completa e cadenzata procedimentalizzazione del provvedimento di messa in mobilitÓ-licenziamento collettivo, ha introdotto un significativo elemento innovativo, consistente nel passaggio dal controllo giurisdizionale, esercitato ex post nel precedente assetto, a un controllo dell'iniziativa imprenditoriale, concernente il ridimensionamento dell'impresa, devoluto ex ante alle organizzazioni sindacali, destinatarie di incisivi poteri d'informazione e consultazione.
I residui spazi di controllo devoluti al giudice in sede contenzioso non riguardano quindi pi¨ gli specifici motivi della riduzione di personale (a differenza di quanto accade in relazione ai licenziamenti per giustificato motivo oggettivo), ma la correttezza procedurale dell'operazione. Funzionale a questa possibilitÓ di controllo preventivo Ŕ l'obbligo per l'impresa di trattare in buona fede con i sindacati, obbligo specificato dalla legge in doveri tipici.
(14/02/2010 - Francesca Bertinelli)
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