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Fondo di garanzia e Tfr: quali le prove a carico del lavoratore

A norma dell'art. 2, commi dall'1 al 7, della legge 29 maggio 1982, n. 297, qualora il datore di lavoro sia un imprenditore commerciale soggetto alle disposizioni della legge fallimentare, il lavoratore, per poter ottenere l'immediato pagamento ( nel rispetto del termine di 60 gg dalla domanda) del trattamento di fine rapporto da parte del Fondo di garanzia istituito presso l'Inps, deve provare, oltre alla cessazione del rapporto di lavoro e all'inadempimento, in tutto o in parte, posto in essere dal debitore, anche lo stato d'insolvenza in cui versa quest'ultimo, utilizzando a tal fine, la presunzione legale prevista dalla legge ( l'apertura del fallimento o della liquidazione coatta amministrativa o del concordato preventivo nei confronti del medesimo debitore); viceversa qualora non sia possibile l'applicazione della legge fallimentare perché non ricorre la condizione soggettiva di cui alla legge fallimentare, il lavoratore, allo scopo sopra indicato, oltre alla prova dell'avvenuta conclusione del rapporto di lavoro e dell'inadempimento, in tutto o in parte, posto in essere dal datore di lavoro, deve fornire anche l'ulteriore prova che quest'ultimo non è soggetto alle procedure esecutive concorsuali e deve, inoltre, dimostrare, in base alla diversa presunzione legale pure prevista dalla legge, che mancano o sono insufficienti le garanzia patrimoniali del debitore (Cass. sent. 22647/2009).
(14/01/2010 - Francesca Bertinelli)
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