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Riassetto organizzativo: la soppressione del posto di lavoro è un valido motivo oggetto di licenziamento

Il motivo oggettivo di licenziamento, determinato da ragioni inerenti all'attività produttiva, nel cui ambito rientra anche l'ipotesi di riassetto organizzativo, attuato per la più economica gestione dell'impresa, è rimesso alla valutazione del datore di lavoro, senza che il giudice possa sindacare la scelta dei criteri di gestione dell'impresa. E' quanto stabilisce la sezione lavoro della Corte di Cassazione (sentenza n. 22648/2009). Secondo la Corte ne consegue che non è sindacabile, nei suoi profili di congruità e opportunità, la scelta imprenditoriale che abbia comportato la soppressione del settore lavorativo, del reparto o del posto cui era addetto il dipendente licenziato.
Infatti, la soppressione del posto di un lavoratore costituisce, di per sé, un valido motivo oggettivo di licenziamento, sempre che risultino l'effettività e la non pretestuosità del riassetto organizzativo operato.
(09/01/2010 - Francesca Bertinelli)
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