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Cassazione: licenziamento dichiarato illegittimo e conseguenze sul diritto al pensionamento

La Cassazione (sent. 22643/2009) afferma che, in regime di tutela reale, nella fase compresa tra il licenziamento (poi dichiarato illegittimo) e la pronuncia giudiziale il rapporto di lavoro è quiescente e non si estingue al momento in cui è intimato il recesso, ma si determina solo una sospensione della prestazione che non incide sulla sua continuità. Pertanto, nel caso di licenziamento illegittimo annullato dal giudice con sentenza reintegratoria che ricostituisce il rapporto con efficacia ex tunc, poiché rileva la continuità giuridica del rapporto, piuttosto che la prestazione di fatto resa impossibile dall'illegittimo rifiuto del datore di lavoro di ricevere la prestazione, deve escludersi il diritto del lavoratore alla pensione di vecchiaia in ragione della incompatibilità di questa con il rapporto di lavoro. La sopravvenuta declatoria di illegittimità del licenziamento travolge il diritto al pensionamento con efficacia ex tunc e sottopone l'interessato all'azione di ripetizione di indebito da parte del soggetto erogatore della pensione.
(10/01/2010 - Francesca Bertinelli)
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