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Lavoro: lo studio, crescono in Italia le disuguaglianze sociali

Secondo quanto emerge da uno studio degli economisti Maurizio Franzini e Michele Raitano, pubblicato sul sito di 'Nens' (Nuova economia nuova societa'), l'Italia è un paese caratterizzato da molte diseguaglianze sociali specialmente in materia di redditi da lavoro. A quanto pare infatti il 45% della ricchezza delle famiglie italiane è detenuto dal 10% delle famiglie mentre il 50% della popolazione possiede meno del 10% della ricchezza netta complessiva. Ma non basta: una famiglia su due ha un reddito inferiore a 26 mila euro l'anno mentre un 10% di famiglie supera nel reddito i 55mila euro. Uno degli aspetti messi in evidenza dallo studio è la lentezza della dinamica dei salari negli utlimi 15 anni. Secondo i due economisti le buste paga nel settore privato hanno registrato fino al 1996 una consistente perdita del valore reale.
Successivamente vi è stata una leggera ripresa che ha consentito a stento di recuperare quanto perso dopo il 1992. Nello stesso periodo di tempo è anche cresciuto il divario salariale a seguito della quota sempre più ampia di lavoratori atipici (dipendenti a termine, parasubordinati, in part-time), che si è affiancata ai lavoratori standard. Gli atipici sono generalmente pagati meno ed hanno un più ampio rischio di disoccupazione.
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(20/12/2009 - Roberto Cataldi)
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