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Associazione in partecipazione

Il Tribunale di Genova ( sent. 10 agosto 2009, n. 1201) interviene sulla distinzione tra contratto di associazione in partecipazione con apporto di prestazione lavorativa da parte dell’associato e contratto di lavoro subordinato con retribuzione collegata agli utili dell’impresa. La causa del primo è ravvisabile nello scambio tra l’apporto dell’associato all’impresa dell’associante ed il vantaggio economico che quest’ultimo s’impegna a corrispondere all’associato medesimo, laddove non rilevano, ai fini della configurazione del contratto di associazione in partecipazione, né la partecipazione alle perdite né la mancanza dell’effettività di controllo da parte dell’associato sulla gestione dell’impresa, né la circostanza che la partecipazione possa essere commisurata al ricavo dell’impresa anziché agli utili netti, ove, poi, il lavoratore abbia iniziato l’attività come lavoratore subordinato, al fine del passaggio ad attività autonoma, si richiede un idoneo negozio novativo che comporti, oltre l’enunciazione ad opera delle parti di un diverso nomen iuris, anche un effettivo mutamento dello svolgimento delle prestazioni lavorative come conseguenza del venir meno del vincolo di assoggettamento del lavoratore al datore di lavoro ancorché rimanga eventualmente identico il contenuto della prestazione, ai fini, infine, dell’applicazione del trattamento economico occorre fare riferimento alla partecipazione alla gestione, sottoforma dell’esercizio del diritto al rendiconto e, quindi, ove contrattualmente previsto, del potere di controllo
(04/01/2010 - Francesca Bertinelli)
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