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Premio di risultato per dirigenti d'azienda

La Cassazione (Sentenza n. 13953/2009) affronta la questione della sussistenza in capo al dirigente del diritto al pagamento del bonus, qualora la clausola contrattuale che lo prevede lasci indeterminati sia gli obbiettivi al cui raggiungimento è condizionata l'erogazione, sia i criteri di determinazione del quantum, in tal caso, la Corte ha escluso che a tale mancanza si possa sopperire con i rimedi integrativi, di cui agli artt. 1374. 1175, 1375 c.c. I giudici hanno statuito che la clausola relativa al bonus ha come suo elemento necessario, oltre l'entità del compenso, anche l'individuazione del tipo degli obiettivi e della loro entità, che non possono essere stabiliti in sede giudiziale. Quindi, la clausola si presenta con un oggetto indeterminato tale da determinare la nullità ai sensi dell'art. 1346 c.c. Non si può sopperire con i rimedi integrativi, poiché ui principi di correttezza e buona fede non creano obbligazioni autonome in capo al datore di lavoro, bensì rilevano come norme di relazione con funzione di fonti integrative del contratto, ove ineriscano a comportamento dovuti in relazione ad obblighi di prestazione imposti dal contratto collettivo o da altro atto di autonomia privata.
(02/01/2010 - Francesca Bertinelli)
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