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Cassazione: i talk show non devono "rivisitare" le realtà processuali

Il noto giornalista e presentatore televisivo Bruno Vespa dovrà pagare una multa per diffamazione perché la Corte di Cassazione ha confermato una condanna nei suoi confronti per "non avere impedito" nel corso di una puntata di "porta a porta" dedicata all'omicidio di Alberica Filo della Torre, che andasse in onda un servizio in cui "la morte della nobildonna era stata gratuitamente accostata ad una serie di ipotesi oggettivamente diffamatorie, in un contesto oscuro e inquietante di servizi segreti con conseguenziale pregiudizio per l'onore e la reputazione dei familiari". La decisione è della V Sezione penale (sentenza 45051/2009), che ha confermato una condanna a 1000 euro di multa oltre il risarimento del danno per i familiari. Nella parte motiva della sentenza la Corte critica quel "singolare fenomeno mediatico che tende a offrire una realta' immaginifica o virtuale, capace, non di meno, per forza di persuasione, di sovrapporsi, ove acriticamente recepita dagli utenti, a quella sostanziale o, quanto meno, a collocarsi in un ambito in cui i confini tra immaginario e reale diventano sempre piu' labili e non facilmente distinguibili". La Corte annota che "secondo un fatto di costume oggi invalso e comunemente accettato" è "consentito pure rivisitare nei talk show televisivi gravi fatti delittuosi oggetto di indagini e persino di processo, nella ricerca di una verita' mediatica in parallelo a quella sostanziale o a quella processuale". Queste iniziative "riscuotono a quanto pare apprezzabili indici di gradimento nell'utenza" ma si inseriscono "in un singolare fenomeno mediatico che tende a offrire una realta' virtuale". Secondo gli Ermellini "non e' consentito neppure in chiave retrospettiva riferire di ipotesi investigative o di meri sospetti degli inquirenti (veri o presunti che siano) senza precisare, al tempo stesso, che quelle ipotesi o sospetti sono rimasti privi di riscontro". La Corte sottolinea che "le ipotesi degli investigatori che non abbiano trovato conforto nelle indagini sono il nulla assoluto".
Altre informazioni su questa sentenza
(26/11/2009 - Roberto Cataldi)
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