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Scuola: tutte le volte che il crocifisso è finito nelle aule di giustizia

Ancora una volta il crocifisso in classe torna a far discutere. Questa volta è la Corte Europea a riaprire un dibattito che vede divisa l'opinione pubblica. La Corte di Strasburgo ha infatti esaminato un ricorso presentato da una cittadina italiana di origini finlandesi ed ha stabilito che l'esposizione del simbolo religioso in aula "e' contraria al diritto dei genitori di educare i figli in linea con le loro convinzioni e con il diritto dei bambini alla liberta' di religione". Si tratta di una questione che continua a scaldare gli animi così come tutte le volte che la questione viene portata in un aula di giustizia.
Ecco un breve riepilogo di tutte le volte che la presenza dle crocifisso è finita in Tribunale. Già nel settembre del 2003 come spiega Adnkronos, il presidente dell'Unione Musulmani d'Italia, Adel Smith presenta ricorso al Tribunale dell'Aquila contro l'istituto comprensivo 'Navelli' e contro il dirigente scolastico pro tempore, "per far rimuovere il crocifisso esposto nelle aule, a partire dalla scuola materna ed elementare di Ofena, in provincia dell'Aquila, frequentata dai suoi figli. Il suo ricorso viene accolto e il 26 ottobre arriva la decisione del giudice aquilano Mario Montanaro: via i crocifissi dalle aule". Nella sentenza silegge: ''Nell'ambito scolastico la presenza del simbolo della croce induce nell'alunno ad una comprensione profondamente scorretta della dimensione culturale della espressione di fede, perche' manifesta l'inequivoca volonta' dello Stato, trattandosi di scuola pubblica, di porre il culto cattolico al centro dell'universo, come verita' assoluta''.
Altre informazioni su questo argomento
(04/11/2009 - Roberto Cataldi)
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