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Cassazione: in certi contesti i tifosi hanno licenza di offendere. Non c'è ingiuria

Si può chiudere un occhio anche di fronte a espressioni volgari se vengono pronunciate durante la partita. Secondo la Cassazione i commenti dei tifosi fatti al bar dello sport anche se "grevi" e "vivaci" non suscitano riprovazione giachè si tratta di un linguaggio "accettato come consueto veicolo del tifoso sportivo, ancorche' costellato di frasi e gesti che apparirebbero oggettivamente offensivi". Con questa motivazione la Quinta sezione penale della Corte (sentenza 35048/2009) ha respinto il ricorso di un tifoso che si era sentito ingiuriato da un difoso dela sqadra opposta il quale lo aveva accusato di portare jella, toccandosi. L'imputato aveva detto a un cliente del bar di non avvicinarsi a quel tifoso perchè "porta rogna". Frase accompagnata dalla rituale toccatina apotropaica.
Nessun reato secondo Piazza Cavour perchè "in disparati ambienti e situazioni" come al 'bar dello sport', "le consuetudini invalse hanno sovente elevato il livello di tolleranza dell'eloquio volgare e critico in modo tale che quello che per taluno in uno specifico contesto risulta lesivo della sua onorabilita', per altri, in differente ambito, si palesa al piu' manifestazione di volgarita', anche greve, ma non idonea a superare la soglia penalmente protetta dell'onore e decoro individuale".
(13/09/2009 - Roberto Cataldi)
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