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Cassazione: marito costringe la moglie a troppo sesso? E' violenza carnale

Un marito sessualmente esuberante deve fare molta attenzione perchè se costringe la moglie controvoglia a fare troppo sesso commette violenza sessuale. E non importa che lei abbia detto esplicitamente no. Basta un gesto per far capire che lei non lo desidera. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione (sentenza 26345/2009) affermando che l'uomo deve capire il dissenso della propria moglie anche se si tratta di un "rifiuto implicito" ossia espresso con dei gesti e non con le parole. Insomma, se lei non ha voglia, meglio lasciarla stare. La terza sezione penale della Corte che si è occupata del caso, ha confermato una condanna per violenza sessuale inflitta ad un uomo che aveva costretto la propria moglie a plurimi rapporti sessuali. Ricorrendo in Cassazione l'uomo ha tentato di alleggerire la sua posizione e di far derubricare il reato in quello di maltrattementi in famiglia perchè, secondo la sua tesi, non puo' parlarsi di violenza sessuale quando è il marito a chiedere alla moglie di avere piu' rapporti di quanti ne siano desiderati. Sta di fatto che, come annota la stessa Corte, la moglie aveva riferito di avere con il marito anche rapporti sessuali consenzienti ma che talvolta "le erano richieste prestazioni con frequenza troppo elevata che non gradiva". Piazza Cavour nel respingere il ricorso del marito ha sottolineato che "in tema di reati contro la liberta' sessuale integra la violazione dell'art. 609 Bis C.p. qualsiasi forma di costringimento psicofisico idonea ad incidere sull'altrui liberta' di autodeterminazione dal momento che non esiste all'interno di un rapporto coniugale o paraconiugale un 'diritto all'amplesso', ne' conseguentemente il potere di esigere o imporre una prestazione sessuale". Tanto piu', rimarca la Suprema Corte, che l'uomo "non si era limitato ad usare modalita' irrispettose nei riguardi della moglie per ottenere le prestazioni, ma aveva messo in atto un vero e proprio regime dispotico connotato da vessazioni, arroganza, proibizioni ed imposizioni di ogni genere".
(26/06/2009 - Roberto Cataldi)
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