Sei in: Home » Articoli

Cassazione: essere amici del boss non significa essere mafiosi

Il fatto di frequentare un boss o persone affiliatte a qualche cosca non significa di per se' che si e' mafiosi. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione annullando una condanna a sei anni di reclusione per associazione a delinquere di stampo mafioso inflitta a due persone sulla base delle frequentazioni, cui si era risaliti tramite intercettazioni. Secondo i giudici di Piazza Cavour, "le semplici frequentazioni per parentela, affetti, amicizia, comune estrazione ambientale o sociale, per rapporti di affari e, a maggior ragione, gli occasionali e sporadici contatti, soprattutto in occasione di eventi pubblici (cortei, feste, funerali) in contesti territoriali ristretti, non possono di per se' essere utilizzati come sintomatici dell'appartenenza a sodalizi criminali". Per sostenere l'accusa di appartenere a un'associazione mafiosa "le frequentazioni e i contatti" devono essere "qualificati da abituale o significativa reiterazione, non giustificata da usuali modalita' di convivenza in contesti territoriali ristretti". A quel punto, scrive la Corte "se connotati dal necessario carattere individualizzante possono essere utilizzati come riscontri da valutare".
(16/06/2009 - Roberto Cataldi)
Le pi¨ lette:
» La responsabilitÓ oggettiva
» Il reato di ricettazione
» Opposizione a decreto ingiuntivo: inammissibile per nullitÓ della notifica via pec
» L'accollo
» Avvocati: prestazione sospesa se il cliente non paga
In evidenza oggi
Tari: come chiedere il rimborso dal 2014Tari: come chiedere il rimborso dal 2014
Cassazione: valida la querela implicitaCassazione: valida la querela implicita

Puoi trovare o lasciare commenti anche nei post che trovi nella nostra Pagina Facebook
Newsletter f g+ t in Rss
Print Friendly and PDF