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Insidie stradali: concorso di colpa del danneggiato e responsabilitÓ della Pubblica Amministrazione

La terza Sezione Civile della Corte di Cassazione (Sent. n. 17152/2002) ha stabilito che la responsabilitÓ della Pubblica Amministrazione nei casi di insidie stradali non Ŕ esclusa dalla condotta colposa del danneggiato. I giudici della Corte osservano al riguardo che "il nesso di causalitÓ tra la situazione di pericolo e l'evento dannoso, non viene meno giÓ in astratto, solo perchÚ l'utente abbia tenuto un comportamento irregolare. Ci˛ pu˛ esserlo nella specifica situazione concreta (e dovrÓ accertarlo il giudice di merito), ma non per un'incompatibilitÓ tra la responsabilitÓ della pubblica amministrazione ex articolo 2043 c.c. per cosiddetta insidia stradale ed il concorso colposo del danneggiato ex articolo 1227, comma 1, c.c. [?] Se infatti si sostenesse - continua la Corte - che il solo concorso del fatto colposo del danneggiato giÓ in astratto esclude una responsabilitÓ della pubblica amministrazione, si giungerebbe a ritenere che l'unico elemento soggettivo rilevante nella fattispecie Ŕ quello del danneggiato, nel senso che, se esso Ŕ stato diligente, vi Ŕ responsabilitÓ della pubblica amministrazione in presenza dell'insidia stradale, mentre, se esso Ŕ stato colposo, la responsabilitÓ della pubblica amministrazione Ŕ esclusa". Una volta stabilito che la responsabilitÓ della P.A. non Ŕ incompatibile con il concorso del fatto colposo del danneggiato, spiegano i Giudici di Piazza Cavour, diventa esclusivamente una questione di merito accertare se il fatto colposo del danneggiato abbia concorso a causare il danno ovvero l?abbia determinato in modo autonomo.
Leggi il testo della sentenza
(29/12/2002 - Avv.Cristina Matricardi)
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