Sei in: Home » Articoli

Arbitrato rituale e sindacato incidentale sulle leggi.

Anche gli arbitri rituali possono sollevare incidentalmente questioni di legittimità costituzionale. Lo ha stabilito la Corte Costituzionale con una recente sentenza (n.376 del 22 novembre 2001) che richiama un precedente orientamento della stessa Corte, in base al quale, per potersi avere “giudizio a quo”, è richiesto soltanto l’esercizio di funzioni giudicanti per l’obiettiva applicazione della legge da parte di soggetti che sono posti in posizione super partes. L’arbitrato, afferma la Corte, è un procedimento disciplinato dal codice di procedura civile che offre le stesse garanzie di contraddittorio e d’imparzialità che sono tipiche della giurisdizione civile ordinaria. Sotto questo profilo non vi sono, dunque, differenze rispetto al giudizio che si celebra dinanzi agli organi statali della giurisdizione. Non essendo consentito nel nostro ordinamento l’applicazione di norme di dubbia costituzionalità, anche gli arbitri sono così tenuti ad avvalersi del sistema di sindacato incidentale sulle leggi.
(14/12/2001 - Roberto Cataldi)

In evidenza oggi:
» Avvocati e privacy: basta una sola informativa
» Le norme anti-divano del reddito di cittadinanza
» La guida in stato di ebbrezza
» Cellulari: lo Stato deve informare sui rischi per la salute
» Esami avvocato, praticante ricorre e gli abbassano il voto, il Cds conferma
Newsletter f g+ t in Rss