Per poter esperire l'azione generale di cui all’art. 2041 cod. civ. è necessario che l’arricchimento di un soggetto a danno dell'altro sia avvenuto senza giusta causa. Quando però l’arricchimento è conseguenza di un contratto o comunque di un altro rapporto, non può dirsi che la causa manchi o sia ingiusta almeno fino a quando il contratto o l'altro rapporto conservino la propria efficacia obbligatoria. Sulla base di questo principio, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione (sent. n. 14215/02) hanno affermato che non poteva considerarsi indebito arricchimento la domanda proposta da un ente pubblico contro il proprio dipendente per conseguire la ripetizione di somme pagate per interessi su miglioramenti economici già giudizialmente riconosciuti, dal momento che tale vantaggio nasceva da un'obbligazione la cui fonte è il contratto o rapporto d'impiego.

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