Chi intende proporre azione di responsabilità nei confronti del proprio avvocato difensore deve provare sia di aver sofferto un danno, sia che questo è stato causato dall’insufficiente o negligente attività professionale. Lo ha stabilito la Seconda Sezione Civile della Corte di Cassazione con sentenza n. 11901/02, precisando tra le altre cose che l'affermazione della responsabilità del difensore implica “la valutazione positiva che alla proposizione di una diversa azione, o al diligente compimento di determinate attività sarebbero conseguiti effetti più vantaggiosi per l'assistito, non potendo viceversa presumersi dalla negligenza del professionista che tale sua condotta abbia in ogni caso arrecato danno”. Del pari, prosegue la Cassazione, in caso di omesso svolgimento di un'attività professionale è necessario fornire la prova non solo del danno subito, ma anche del nesso eziologico tra esso e la condotta del professionista.
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(11/09/2002 - Roberto Cataldi)
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