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Vessazioni del lavoratore e danno esistenziale

E’ ormai entrato nel linguaggio comune il riferimento al termine anglosassone mobbing, ad indicare un complesso fenomeno consistente in una serie di atti o comportamenti vessatori, protratti nel tempo, posti in essere nei confronti di un lavoratore da parte dei componenti del gruppo di lavoro in cui è inserito o dal suo capo, caratterizzati da un intento di persecuzione ed emarginazione finalizzato all’obiettivo primario di escludere la vittima dall’ambiente di lavoro, o anche solo danneggiarla o emarginarla. Le forme che il mobbing può assumere sul posto di lavoro nei confronti di un lavoratore sono diverse e vanno dall’emarginazione alla diffusione di maldicenze, dalle continue critiche alla persecuzione sistematica, dalla dequalificazione professionale alle ritorsioni sulle possibilità di carriera, al fine di metterlo in difficoltà. Il mobbing è un fenomeno diffuso nella realtà lavorativa pubblica e privata ma un fenomeno sicuramente occulto: spesso, anzi, l’emersione nella realtà sociale, prima ancora che nella realtà giudiziaria, di questi fenomeni è ostacolata dalla paura della perdita del posto o da altri timori connessi con l’espletamento del rapporto di lavoro, sicché la vittima del mobbing resta una persona isolata che occulta i propri turbamenti lavorativi e si rinchiude in se stesso.
(Dott. Giuseppe Cassano - Persona e danno) LaPrevidenza.it, 19/06/2006 www.laprevidenza.it
Articolo del Dott. Giuseppe Cassano
(07/07/2006 - Laprevidenza.it)

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