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Cassazione: Sentenza disciplina contestazioni a catena e misure cautelari per fatti diversi

Le Sezioni Unite Penali hanno stabilito il seguente principio di diritto: "nel caso di emissione nei confronti di un imputato di più ordinanze che dispongono la medesima misura cautelare per fatti diversi, commessi anteriormente all’emissione della prima ordinanza, legati da concorso formale, da continuazione o da connessione teleologica, la retrodatazione della decorrenza dei termini delle misure disposte con le ordinanze successive opera indipendentemente dalla possibilità, al momento dell’emissione della prima ordinanza, di desumere dagli atti l’esistenza dei fatti oggetto delle ordinanze successive, e, a maggior ragione, indipendentemente dalla possibilità di desumere dagli atti l’esistenza degli elementi idonei a giustificare le relative misure". Tuttavia, nel caso di emissione nei confronti di un imputato di più ordinanze che dispongono la medesima misura cautelare per fatti diversi, tra i quali non sussiste la connessione prevista dall’articolo 297, comma 3, Codice Procedura Penale, i termini delle misure disposte con le ordinanze successive decorrono dal giorno in cui è stata eseguita o notificata la prima, se al momento dell’emissione di questa erano desumibili dagli atti gli elementi che hanno giustificato le ordinanze successive.
(Cassazione - Sezioni Unite Penali, Sentenza 22 marzo 2005 - 10 giugno 2005, n.21957: Articolo 297.3 Codice Procedura Penale - Misure cautelari personali - Contestazioni a catena - Termini - Retrodatazione - Disciplina).
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(27/06/2005 - Roberto Cataldi)
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