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Gli automobilisti e ... le buone maniere.

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Sempre più spesso, presi dalla frenesia del vivere moderno, gli automobilisti mostrano impazienza quando sono alla guida delle loro automobili.
E così, nel confrontarsi tra loro, può accadere che “volino” parolacce di troppo o che si faccia ricorso a una terminologia non proprio consona alle regola della buona educazione.
Con una recentissima Sentenza della Cassazione, che ha avuto eco nei maggiori mezzi d’informazione di questi giorni, ha stabilito che il fatto di proferire parole ingiuriose o veri e proprio turpiloqui, pur essendo “certamente riprovevole e indice di scarse capacità espressive”, non offende l’onore e quindi non è da considerarsi reato.
Con questa decisione i Giudici della Cassazione hanno sdoganato la cd. parolaccia che, pur rimanendo un’espressione disdicevole, viene utilizzata ormai come frequente “intercalare” o come “rafforzativo del pensiero”, soprattutto tra i giovani.
La Corte ha infatti osservato che ai giorni nostri, “la coscienza sociale si è arresa di fronte al diffondersi di gratuite volgarità, fatte circolare anche attraverso il mezzo televisivo. Tutto ciò è ancor più vero se si fa riferimento all’ambiente giovanile e a quello degli automobilisti, che utilizzano con frequenza un linguaggio volgare”. Attenzione però a non generalizzare e soprattutto a non esagerare: la Corte ha giudicato in relazione a un fatto specifico, ma non per questo si è voluta riconoscere agli automobilisti una "patente" di impunità per ogni tipo di ingiuria!
(17/06/2002 - Avv.Cristina Matricardi)
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