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Cassazione: l'insulto in dialetto torna ad essere 'off limits'

La Corte di Cassazione ci ripensa e sancisce che anche l'insulto in dialetto deve essere punito. Non molto tempo fa, la stessa sezione della Suprema Corte, la Quinta penale, aveva assolto il maestro Marcello D'Orta per essersi rivolto ad una dietologa con il termine dialettale ''scurnacchiata'', termine campano per dire ''svergognata''. Ora la stessa sezione stabilisce, invece ,che anche l'espressione offensiva in gergo deve essere punita. A fare le spese della promuncia 40444/04 della Quinta sezione penale, un 34enne di Isola della Scala, Diego D. che apostrofo' una poliziotta diicendole ''Ti si na faccia da 'mbecille''. Per piazza Cavour, l'espressione rappresenta una vera e propria ingiuria perche' ''l'offensivita' della frase e' evidente''. Di qui la decisione di rendere definita la condanna a 300 euro di multa inflitta al giovane dal Giudice di Pace di Isola della Scala nel marzo 2003. Non fu cosi' per il celebre maestro napoletano di ''Io speriamo che me la cavo'' che, dopo aver apostrofato una dietologa con il termine dialettale ''schurnacchiata'' si era visto assolvere dalla Corte di Cassazione. Anche se ''offensivo'', dissero allora gli Ermellini, il termine ''serve a riprodurre fedelmente un particolare socio culturale''. Nel caso del giovane che ha offeso la poliziotta con una offesa dialettale ,invece, i giudici hanno affermato che l'espressione ''ti si na faccia da 'mbecille'' ''escludesse qualsiasi dubbio sulla volonta' dell'imputato di ledere il prestigio e il decoro'' della poliziotta.
Per effetto della ''inammissibilita''' del ricorso, Diego D. oltre alla multa di 300 euro dovra' sborsarne altre 500 alla cassa delle ammende.
(11/11/2004 - Roberto Cataldi)
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