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Imperizia dei sanitari e concorso di cause

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L'errore diagnostico o terapeutico dei sanitari che abbia aggravato le conseguenze di una precedente lesione non è di per sé evento eccezionale o imprevedibile idoneo ad interrompere il nesso di causalità, a meno che una causa sopravvenuta sia tale da determinare in via esclusiva lÂ’evento dannoso. La morte cagionata da imperizia dei sanitari che hanno curato le lesioni di una vittima di incidente stradale (nella fattispecie per ritardata rilevazione di frattura trasversale alla base del dente dell'epistrofeo) in quanto evento ontologicamente diverso dalla lesione, non è eziologicamente riconducibile alla condotta dell'investitore il quale dovrà comunque concorrere nel risarcimento del danno biologico limitatamente al periodo in cui l'infortunato è sopravvissuto, tenendo conto dell'incidenza della durata effettiva della vita del danneggiato.
Sussiste la comunanza di causa ex art. 106 c.p.c. anche in presenza di un vincolo di connessione impropria e siffatto presupposto ricorre anche ove la parte convenuta (nel caso di specie l'investitore ed il suo assicuratore) contesti il proprio obbligo o pretenda comunque di limitare la propria responsabilità in presenza di una obbligazione di natura solidale.
Nella sentenza
(10/11/2004 - Roberto Cataldi)
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