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ResponsabilitÓ professionale: spetta al medico dimostrare che l'intervento non era di facile esecuzione

La Terza Sezione Civile della Corte di Cassazione (Sent. n. 10297/2004) ha stabilito che nei giudizi di responsabilitÓ medica, in tema di onere della prova, "quando l'intervento da cui Ŕ derivato il danno non Ŕ di difficile esecuzione, la dimostrazione da parte del paziente dell'aggravamento della sua situazione patologica o l'insorgenza di nuove patologie Ŕ idonea a fondare una presunzione semplice in ordine all'inadeguata o negligente prestazione, spettando all'obbligato fornire la prova che la prestazione professionale sia stata eseguita in modo diligente e che quegli esiti peggiorativi siano determinati da un evento imprevisto e imprevedibile". I Giudici di Piazza Cavour hanno precisato che "pi¨ specificamente, l'onere della prova Ŕ stato ripartito tra le parti nel senso che spetta al medico provare che il caso Ŕ di particolare difficoltÓ e al paziente quali siano state le modalitÓ di esecuzione inidonee ovvero a questi spetta provare che l'intervento Ŕ di facile esecuzione e al medico che l'insuccesso non sia dipeso da suo difetto di diligenza".
Leggi la motivazione della sentenza
(06/07/2004 - Avv.Cristina Matricardi)
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