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Cassazione: Sentenza danno da dequalificazione professionale

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Secondo la Corte di Cassazione, il danno da dequalificazione professionale attiene alla lesione di un interesse costituzionalmente protetto dall'art. 2 della Costituzione, avente ad oggetto il diritto fondamentale del lavoratore alla libera esplicazione della sua personalità nel luogo di lavoro secondo le mansioni e con la qualifica spettategli per legge o per contratto, con la conseguenza che i provvedimenti del datore di lavoro che illegittimamente ledono tale diritto vengono immancabilmente a ledere l'immagine professionale, la dignità personale e la vita di relazione del lavoratore, sia in tema di autostima e di eterostima nell'ambiente di lavoro ed in quello socio familiare, sia in termini di perdita di chances per futuri lavori di pari livello. La valutazione di tale pregiudizio, per sua natura privo delle caratteristiche della patrimonialità deve essere effettuata dal giudice alla stregua di un parametro equitativo, essendo difficilmente utilizzabili parametri economici o reddituali.
(Cassazione - Sezione Lavoro, Sentenza 26 maggio 2004, n.10157: Danno da dequalificazione professionale - Natura non patrimoniale - Valutazione equitativa).
Leggi il provvedimento su www.Filodiritto.com
(02/07/2004 - Roberto Cataldi)
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