Nuovi e complessi scenari dopo la sentenza della Consulta che ha dichiarato l'incostituzionalità del congelamento delle pensioni oltre tre volte il minimo
Giovanna Molteni

Si aprono nuovi e complessi scenari dopo la sentenza della Consulta che ha dichiarato l'incostituzionalità del congelamento delle pensioni oltre tre volte il minimo nel 2012 e 2013, stabilito dal Decreto numero 201 del 2011 nel quadro della cosiddetta Riforma Pensioni Fornero (Vedi: Bocciata dalla consulta la riforma Fornero. Incostituzionale il blocco delle pensioni. In allegato il testo della sentenza)

Alla luce della pronuncia della Corte Costituzionale, milioni di pensionati avrebbero i requisiti per presentare la domanda di ricostituzione della pensione al fine di ottenere, da un lato, il pagamento del mancato adeguamento dal 1 gennaio 2012 fino alla data di ricostituzione e, dall'altro, il ricalcolo dell'assegno a partire dal mese successivo a quello di presentazione.


Si stima che la ricostituzione di tutte le pensioni congelate comporterebbe un esborso di 14 miliardi di euro e farebbe sforare il tetto del 3% del deficit, determinando l'apertura di una nuova procedura di infrazione da parte dell'Unione Europea.


Il Governo è pronto a intervenire con misure che scongiurino il rischio di ricorsi all'Inps.

Potrebbe essere varato entro la prima metà di maggio un Decreto Legge sospensivo proprio per evitare le migliaia di ricorsi in arrivo. L'altra linea d'azione da parte del Governo si individua nella restituzione delle somme con un sistema di rateizzazione triennale o quinquennale.


Lo scenario che si configura può essere così schematizzato: l'esecutivo modificherà le norme del decreto cassate dalla Consulta, ricostituirà le pensioni di importo più basso (oltre tre volte il minimo), manterrà il blocco della rivalutazione per quelle più elevate (oltre sei volte il minimo), prevedendo una rivalutazione decrescente nella fascia intermedia


Questa ipotesi appare in linea con quanto affermato dal sottosegretario all'Economia Enrico Zanetti, secondo il quale "il blocco ha riguardato anche pensioni di importo relativamente basso, il che vuol dire che il rispetto della sentenza può avvenire anche attraverso una rimodulazione di quel blocco, andando a sbloccare quelle pensioni subito sopra tre volte la minima".

Giovanna Molteni

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