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Bullismo: L'incubo del 'knockout game' anche in italia. Ma non chiamiamolo gioco: anche un pugno può uccidere!

Una nuova pericolosissima moda criminale che sta prendendo piede purtroppo anche in Italia
bullo che mostra un pugno

Chiamarlo game (gioco) sembra davvero paradossale, ma è questo il nome con cui è stata importata da oltreoceano una nuova pericolosissima "moda criminale" che sta prendendo piede purtroppo anche in Italia: cercare di mandare a terra con un solo pugno ignari passanti scelti a caso per la strada (e poi, naturalmente, scappare via). 

È notizia di questi giorni l'identificazione e l'arresto ad opera dei carabinieri della stazione di Frascati dell'autore di almeno quattro episodi di lesioni, perpetrate con la modalità del knockout game: si tratta di un ventenne di Marino (Rm), che nel corso degli ultimi 3 mesi avrebbe aggredito quattro minorenni fra i vicoli del centro di Frascati. 

Il mese scorso a Milano una ragazza di 30 anni era stata colpita in pieno volto mentre passeggiava in centro. In quell'occasione le hanno frantumato il setto nasale ed è stato necessario trasportarla d'urgenza in ospedale.

Qualche anno fa la "moda" era quella di lanciare sassi dai cavalcavia, oggi il "gioco" è cambiato ma non per questo lo si può considerare meno rischioso se si considera che negli USA ci sono stati già dei morti

Gli autori di questo nuovo micidiale passatempo sono giovani annoiati (e, dovremmo aggiungere, codardi), che agiscono singolarmente o più spesso in piccoli gruppi. 

Un tratto peculiare del fenomeno knockout game può essere rintracciato nel fatto che le vittime vengono scelte tra i soggetti fisicamente più indifesi – anziani, ragazzini, donne sole, persone di corporatura minuta – oppure momentaneamente distratti.

E poi c'è l'effetto amplificatore dei social: gran parte della "soddisfazione" per gli autori dei ko è data dal potersi vantare sui social network della "bravata" compiuta impunemente, postandone spesso dei brevi filmati. 

Sembra che neppure il timore delle possibili conseguenze legali (di quello che stupidamente si considera un gioco) riesca a dissuadere queste persone. Eppure rischiano quanto meno un'imputazione per lesioni (art. 582 codice penale). Un reato che, nel caso in cui sussistano alcune aggravanti (art. 583 c.p.)  potrebbe costare diversi anni di reclusione.

Come sempre accade in casi del genere, si discute se parlarne sia doveroso per documentare i fatti, o al contrario sia meglio tacere per non rischiare di favorire odiosi fenomeni di emulazione da parte di soggetti che, oltre ad essere privi del benché minimo senso morale e del rispetto per la vita altrui, mostrano evidentemente una grave debolezza mentale. 

Ma sapere che uno dei pionieri italiani della moda americana non l'ha fatta franca come si sarebbe aspettato, potrebbe forse funzionare da deterrente e stroncare questa moda sul nascere...
(23/11/2014 - G.C.)
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