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Legge stabilità: ok di Napolitano, il testo approda con “modifiche” in Parlamento

Dopo la firma del presidente della Repubblica, il testo della legge di stabilità è approdato in Parlamento per l'avvio dell'iter che porterà alla sua approvazione finale.
napolitano

Dopo la firma del presidente della Repubblica, il testo della legge di stabilità è approdato in Parlamento per l'avvio dell'iter che porterà alla sua approvazione finale.

Prende forma definitiva dunque la manovra finanziaria che conferma la maggior parte degli interventi previsti in fase di bozza dal Cdm (v. articolo "Legge di stabilità: i contenuti in breve - in allegato il testo del DDL").

Dal TFR in busta paga al taglio dell'Irap (con l'annullamento già annunciato del taglio del 10% introdotto col decreto Irpef di aprile), dal bonus bebè a quello degli 80 euro per i lavoratori, passando per il regime forfettario dei minimi (che sale al 15%), nel testo autorizzato dal capo dello Stato trovano spazio i principali punti annunciati il 15 ottobre.

Confermato anche lo slittamento del giorno di paga delle pensioni doppie (Inps-Inpdap) al 10 del mese e gli sgravi triennali per i contributi dei neoassunti, la cui soglia però sale dai 6.200 euro iniziali agli 8.060 attuali, con lo scopo di raggiungere “un milione di posti di lavoro”. Validato anche il miliardo per la “Buona scuola”, ma salta la riforma delle commissioni per gli esami di maturità, rinviata ad un provvedimento successivo.

La vera novità è, tuttavia, quello che è stato definito il “paracadute” dell'aumento dell'Iva. Ove non dovessero raggiungersi, infatti, gli obiettivi di risparmio ipotizzati, è stata prevista una clausola di salvaguardia a partire dal 2016, con l'aumento di due punti percentuali delle aliquote Iva del 10% e del 22% e di un ulteriore punto per entrambe dal 2017 in poi. L'aumento messo in conto dal Governo dovrebbe valere quasi 13 miliardi il primo anno e poco più di 19 nel 2017, per arrivare a oltre 21 nel 2018, e sarà annullabile solo trovando risorse di pari entità.

A rimanere aperti, inoltre, i nodi della spending review, con i 4 miliardi a carico delle regioni, ancora in fase di trattativa, e il placet dell'Europa che, dopo la lettera di richiesta di chiarimenti inviata nei giorni scorsi dalla Commissione europea, si fa più incerto.

Vedi: Legge di stabilità: i contenuti in breve - in allegato il testo del DDL

 

(26/10/2014 - Marina Crisafi)
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