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Cassazione: Una colica renale non giustifica il superamento dei limiti di velocitÓ per andare in ospedale

Secondo la Cassazione non pu˛ invocarsi l'esimente dello stato di necessitÓ
E' valida la multa per eccesso di velocitÓ anche se l'automobilista si stava recando in ospedale per una colica renale.

╚ quanto emerge da una sentenza della Corte di Cassazione  (la n.20121/2014) che ha confermato una sentenza d'appello che aveva respinto il ricorso dell'automobilista intenzionato a farsi riconoscere l'esimente dello stato di necessitÓ.

Il caso finiva in Cassazione dove l'automobilista lamentava che nei giudizi di merito non si era tenuto conto della documentazione medica ospedaliera che dimostrava il suo stato di malattia.

Tale condizione a detta del ricorrente avrebbe potuto integrare l'ipotesi dell'esimente di cui all'articolo 4 della legge 689 del 1981.

Una tesi che non ha convinto i giudici di piazza Cavour secondo cui invece i giudici dell'appello hanno correttamente rilevato che il ricorrente "andava ad una velocitÓ di 141 km/h in un tratto di strada in cui vigeva il limite dei 70 km/h ed in prossimitÓ di una stazione ferroviaria".

A questo punto era inevitabile contemperare degli interessi in gioco: da un lato lo stato di salute dell'appellante che aveva una colica renale e dall'altro l'incolumitÓ degli utenti della strada che si sarebbero in tal modo esposti al potenziale pericolo di danni.

Sotto questo profilo va detto che lo stato di malattia del ricorrente non rappresentava un pericolo cosý grave e tale da giustificare un cosý marcato superamento del limite di velocitÓ in una zona frequentata da pedoni e da bambini.

In conclusione, rimarca la Corte, nel caso di specie il ricorrente non ha fornito una prova convincente su quella che Ŕ la "assoluta necessitÓ di recarsi in ospedale per salvare sÚ o altri dal pericolo attuale ed immediato di un danno alla persona".

(25/09/2014 - A.V.)
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