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Ecobonus 2014 per mobili e arredi

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La legge di stabilità 2014 (l. n. 147/2013) ha prorogato il c.d. "Ecobonus", confermando le detrazioni fiscali relative agli interventi di qualificazione energetica degli edifici e ai lavori di ristrutturazione edilizia fino al 2016 (con percentuali decrescenti) e per l'acquisto di mobili e grandi elettrodomestici per tutto il 2014.

Per le spese sostenute per i nuovi arredi di casa, dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2014, quindi, i contribuenti (persone fisiche e condomini) potranno godere delle agevolazioni Irpef del 50% estese anche agli elettrodomestici di classe A e A+ , indicandole direttamente nella dichiarazione dei redditi (di imminente scadenza), comprovandole con i documenti fiscali necessari (fatture di acquisto, pagamenti tracciabili, ecc.) e ottenendo così l'agognato rimborso.
Con due limiti però: il vincolo dei lavori di ristrutturazione e il tetto massimo di 10.000 euro.

Quanto al primo, requisito fondamentale per accedere al bonus mobili è la contemporanea presenza di lavori di ristrutturazione edilizia relativi alla manutenzione straordinaria (estesi a quella ordinaria solo qualora effettuati sulle parti comuni di un edificio condominiale), non necessariamente correlati (ad esempio, per i lavori inerenti il rifacimento del bagno possono essere acquistati i mobili per la camera da letto e viceversa).
Quanto al secondo, invece, la spesa per gli arredi non può essere superiore a quella per i lavori di ristrutturazione e in ogni caso entro un limite massimo di 10.000 euro per singola unità immobiliare.

In merito, la buona notizia è che in sede di conversione del c.d. "Decreto casa", il Senato ha eliminato il vincolo che impediva di ottenere detrazioni fiscali sulle spese per mobili ed elettrodomestici superiori a quelle per ristrutturazione.
Ciò significa che per gli arredi acquistati nel corso del 2014, oggetto delle dichiarazioni dei redditi 2015, si avrà diritto agli sgravi del 50% indipendentemente dalla spesa sostenuta per i lavori di ristrutturazione, purchè non si superi il tetto dei 10.000 euro.
(22/05/2014 - Marina Crisafi)
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