Rischia una pesante condanna penale con tanto di reclusione il medico che delega ai colleghi le prestazioni sanitarie a lui affidate. Un comportamento di questo tipo rappresenta un ''indebito rifiuto di un atto d' ufficio'' tale da comportare ''disagi'' per i pazienti e un appesantimento del carico di lavoro dei colleghi. E' per questo motivo che la Corte di Cassazione ha appesantito la condanna nei confronti di Mario R., medico responsabile della sezione di ecografia-radiologia all'ospedale triestino di Cattinara, 'reo' di aver demandato ai colleghi esami affidati alla sezione da lui diretta. Condannato inizialmente ad una multa di 1500 euro per interruzione di ufficio pubblico (art. 340 c.p.), il professionista si e' visto appesantire dalla Cassazione la condanna, tramutata in rifiuto di atti di ufficio (art. 328 c.p.).
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(23/02/2004 - Roberto Cataldi)
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