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Bombardamento mediatico: quanto ci influenza? Può condizionare le nostre valutazioni sull'operato dei governi

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Di Tirloni Laura - Psicologa Clinica - tirloni.laura@hsr.it
Mai come oggi, l'informazione e i mass media ci bombardano attraverso innumerevoli canali, raggiungendo un pubblico sempre più vasto. Che influenza ha tutto questo su di noi? 
Gli stimoli mediatici sono davvero in grado di modificare il nostro modo di valutare la realtà, e quanto? 
Nel 1968 un gruppo pionieristico di ricercatori (Maxwell, McCombs e Donald Shaw) avviarono i primi studi per approfondire quanto i mass media e le informazioni fossero in grado di incidere sulle coscienze e le idee delle persone. 

Essi teorizzarono il processo di 'agenda setting', secondo il quale i mass media sarebbero in grado di definire l'agenda pubblica in modo tale da influenzare il pensiero della gente. Il concetto dell'agenda prevede che un certo numero di argomenti vengano comunicati seguendo una data gerarchia d'importanza (una sorta di ordine del giorno pubblico), in un tempo specifico. 

I media tenderebbero a concentrarsi maggiormente su alcuni eventi piuttosto che su altri e in questo modo invierebbero l'ordine del giorno contenuto “nella loro agenda” ad un vastissimo pubblico. Allo stesso tempo, gli organi d'informazione stabiliscono gli argomenti prioritari a cui dedicare più spazio, in base ad una serie di pressioni che spesso sono il risultato di una mediazione tra vertici politici o elitari e opinione pubblica. Ovviamente, maggiore sarà la rilevanza che una notizia assume in agenda, e maggiore sarà anche il riconoscimento e l'importanza che essa acquisirà a livello pubblico. 

Come ben spiega il sociologo E.Shaw: 'La gente tende ad includere o ad escludere dalle proprie conoscenze ciò che i media includono o escludono dal proprio contenuto. Il pubblico inoltre tende ad assegnare a ciò che i mass media includono, una importanza che riflette da vicino l'enfasi che da questi viene attribuita agli eventi, ai problemi e alle persone'. 

In questo modo possono variare i criteri di valutazione che i cittadini si formano sull'operato dei governi, dei politici, dello Stato e via dicendo. Inoltre, i criteri mediatici di selezione si basano spesso sulla spettacolarità delle notizie, per cui tendono a venire privilegiate quelle che più facilmente tengono il pubblico inchiodato alla sedia davanti alla televisione e fanno audience. Bisogna anche aggiungere che spesso, dietro testate giornalistiche e telegiornali, si raccolgono obiettivi di tipo ideologico ed economico. 

Tutto ciò rende più che mai indispensabile che il pubblico mantenga vivo l'interesse e la curiosità per ciò che lo circonda, esercitando allo stesso tempo e in modo sistematico il proprio senso critico, ponendosi interrogativi, verificando le fonti e comparando le notizie. E' dunque bene mantenersi informati in modo partecipe ed attivo, considerando sempre cosa diverse fonti dicono della stessa notizia ed evitando di prendere come oro colato ciò che passa attraverso gli organi di informazione.

(26/03/2014 - Laura Tirloni)
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