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Goodbye FIAT

litigano contesa corda
Dr Luigi Vitale. Diciamo addio alla gloriosa fabbrica italiana, poco importa che già nel 1936 Agnelli voleva vendere la Topolino alla Ford americana. La guerra di Etiopia bloccò tutto.
Poco importa che Agnelli, forte di importanti amicizie politiche riuscì ad imporre un pesante dazio sulle vetture di importazione orientale (con danno economico per le famiglie italiane), poco importa che lo Stato abbia usato i soldi dei contribuenti per sostenere la Fiat per tanti anni.
Oggi dobbiamo, nonostante tutto, ci troviamo a piangere la scomparsa, di fatto, della fabbrica simbolo della realtà industriale italiana.
Non inganni che per il momento la sede fiscale sia a Londra e quella amministrativa in Olanda.
E' solo questione di tempo, la produzione dovrà essere trasferita lì dove la manodopera è più conveniente. Nel passato le esperienze di Brasile e Polonia sono illuminanti.
Un processo, quello della delocalizzazione industriale, iniziato negli anni '70, e mai arrestato.
Una malattia all'apparenza incurabile in Italia, dove la cura, avrebbe avuto successo qualora i medici fossero stati abbastanza coraggiosi da apportare le modifiche necessarie.
Ancora si discute vivacemente sul caso Electrolux e ci si scaglia, a torto o a ragione contro l'Unione Eurpea, la Germania, l'Euro, la perdita di sovranità monetaria.
Dobbiamo però considerare che l'Electrolux dieci anni fa, aveva acquistato la AEG tedesca, e che all'epoca vennero chiusi alcuni stabilimenti in Germania, per trasferirle in Polonia ed in Italia, a Porcia e solaro. 
Evidentemente allora conveniva così, anche se a quei tempi a farne le spese non furono gli italiani ma i lavoratori tedeschi.
Oggi la pressione competitiva  ha cambiato direzione.
E nella competizione le aziende debbono scegliere se puntare sulla qualità del prodotto oppure  sul prezzo per il consumatore.

Nel settore del "bianco" abbiamo esperienza anche con la Merloni di Nocera umbra. Ferma da anni. 
Samsung, Daewoo, LG, sono i principali competitori, che usano una manodopera cinese dal costo pari ad un sesto di quello italiano. Fino a una decina di anni fa il costo del trasporto era barriera invalicabile. Attualmente però i costi di trasferimento dei beni da Hong Kong a Rotterdam, una delle vie principali, sono estremamente più bassi.
Così, ad esempio, la Merloni da produttore per il marchio Daewoo, è diventata vittima della stessa. 
Infausto destino? In realtà la legge della domanda e dell'offerta è sempre esistita, a tutti i livelli. A parità di prezzo noi consumatori scegliamo chi offre più qualità. A parità di qualità, scegliamo quello che costa meno.
Dal 1970  in Italia abbiamo trascurato questa logica di mercato e oggi ne stiamo pagando le  conseguenze.
La nuova generazione è costretta a scappare da una Italia incapace di garantire lavoro.
Allo stesso tempo l'Inghilterra ha registrato nel 2013 un incremento del 42% di ingressi di giovani italiani in cerca di un futuro. Un dato che fa rabbrividire e sul quale dovremmo riflettere.

luigivitale02.wordpress.com


(13/02/2014 - Luigi Vitale)
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