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Stagnazione, questo illustre sconosciuto.

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Dr. Luigi Vitale, dopo aver assistito in diretta in un social network una simpatica "strigliata" ad un giornalista del Sole 24 Ore, mi sono tornati in mente vecchie nozioni che oggi rivelano la loro utilità. Oggetto della discussione è stata l'inflazione, che come noto è l'indice (oggi armonizzato per un confronto europeo) dell'aumento dei prezzi al consumo di una serie di beni ritenuti di prima necessità. Sotto accusa, ingiustamente, il grande Milton Friedman, padre della teoria monetaria, che è alla base della politica monetaria delle più importanti Banche centrali quali FED oppure BCE. Il punto di fatto è il rilevato costante declino dell'inflazione, nonostante i continui e ripetuti aumenti di capitale circolante decisi da entrambe le Banche centrali sopracitate. In effetti appare un controsenso. La teoria sostiene che aumentando la moneta circolante, si possono avere effetti positivi in quanto si stimola il mercato dei beni reali, ma, nel contempo, aumentano i prezzi al consumo. La politica inversa, cioè quella restrittiva, tende appunto a raffreddare tali aumenti e a contenere l'inflazione.
Ma allora, oggi che succede ?
Stagnazione, 
nonostante grande afflussi di nuova moneta, nonostante il bassissimo costo del denaro, i Consumi non ripartono e, conseguentemente neanche l'economia. Evidentemente Milton è innocente, le cause vanno ricercate altrove.
Intanto un probabile imputato potrà considerarsi l'indice occupazionale, ancor più quello della disoccupazione. Inoltre il contesto generale di sfiducia nelle istituzioni, sia finanziarie che politiche ha un gran peso nella propensione al consumo.
Le nuove politiche, intraprese dal 2010 e contestualmente decise da tutti i componenti del G20, si risolvono in un pacchetto di normative volte a regolare il sistema ed a contenere i rischi. Di ieri la notizia che il congresso americano ha promulgato una  nuova legge finanziaria. In Europa iniziative in tal senso sono già operative.
Un ulteriore progetto, ma questa è una mia idea personale, dovrebbe prevedere una armonizzazione del costo unitario per ora di lavoro, inclusivo dei costi previdenziali e assistenziali, in tutto il globo. Una norma di Diritto internazionale che impone a tutti i partecipanti al WTO  una tutela specifica e generale ai lavoratori. Questo da solo permette un contenimento delle dislocazioni industriali, con la conseguente perdita di milioni di posti di lavoro da Occidente a Oriente.

http://luigivitale02.wordpress.com
(14/12/2013 - Luigi Vitale)
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