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Opinioni a confronto: La legge di stabilità del governo Letta può rilanciare l'economia? Di la tua e vota il sondaggio

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Dopo essere stata a lungo discussa, la legge di stabilità per il triennio 2014-2016 è stata presentata dal governo Letta come una manovra ambiziosa che prevede sgravi fiscali, alleggerimento della pressione fiscale di un punto percentuale e riduzione delle tasse per famiglie, lavoratori e imprese già dal prossimo anno. Inoltre non sono stati tagliati i fondi per il sociale e la sanità. 
Un intervento in campo finanziario che non sembra cambiare molto la situazione attuale e che incontra da subito lo scontento dei sindacati (che chiedono più coraggio) e di parte dello stesso governo.
Gli obiettivi dichiarati rispecchiano in pieno le necessità di un paese che cerca di rialzarsi dalla crisi, ma i modi per metterli in pratica lasciano adito a dubbi e sollevano non poche perplessità.
Per fare alcuni esempi, si è parlato di un governo che non ha aumentato le tasse, ha tolto l'IMU sulla prima casa (con l'eccezione delle abitazioni di lusso o storiche) e la TARSU. Ma questo stesso governo ha previsto una nuova tassa, chiamata TRISE, gestita interamente dai comuni, che si divide in TARI e TASI: la prima sul servizio di gestione dei rifiuti e la seconda sui servizi indivisibili dei comuni, cioè illuminazione pubblica, manutenzione delle strade, ecc.
La nuova manovra fiscale dovrebbe rilanciare l'economia, ma l'aumento nel concreto della busta paga dei lavoratori, secondo gli stessi calcoli fatti da Palazzo Chigi non potrà essere maggiore di 14 euro al mese, mentre il minimo previsto è 3.
Di positivo c'è che si sta cercando di ridurre il debito pubblico vendendo immobili e richiamando in Italia i capitali portati all'estero dagli evasori, ma i piani di sovvenzionamento ai trasporti e alle ferrovie, agli esodati, all'ambiente e all'Università, sono tanti e di una certa rilevanza.
In questo modo le attese per questa legge di stabilità sembrano deluse prima ancora che, modificata e varata, esca dal Parlamento fra un mese.
Come, infatti, tutto ciò può essere sufficiente per rimettere in piedi un paese con grossi problemi, tra debito pubblico e disoccupazione, come il nostro?
Sono molte e discordanti le opinioni espresse in merito alla validità di questa legge di stabilità.
All'interno del Pdl c'è chi elogia i nuovi provvedimenti mettendo in evidenza il fatto che c'è una riduzione della pressione fiscale e che al contrario, come ad esempio Sandro Bondi critica aspramente i contenuti della legge affermando che non aiuta l'economia e che, al contrario, contiene un aumento delle tasse.
Critico nei confronti delle nuove misure e Mario monti secondo cui il governo avrebbe fatto poco e male.
All'interno del PD Epifani si dichiara soddisfatto della manovra pur riconoscendo che ci siano possibilità di miglioramento. 
Il presidente di Confindustria, dal suo canto, ritiene che la manovra sia piuttosto debole e che ci sarebbe voluto più coraggio. Deluso anche il presidente di Confcommercio. In ambito sindacale la Camuso afferma che la legge deve essere cambiata.
Molte le  le critiche anche nei principali quotidiani.  In un articolo de "Il fatto quotidiano"  si contesta al Premier del non aver detto nulla in merito al fatto che la legge di stabilità prevede anche uno stanziamento di 5 miliardi di euro per nuove navi militari (Vedi: Legge di stabilità: 6,8 miliardi in più per le navi da guerra). L'Huffingtonpost denuncia che il testo della legge conterrebbe una clausola di salvaguardia "aumenta-tasse" che potrebbe scattare a gennaio (vedi: Legge di stabilità: una clausola di salvaguardia "aumenta-tasse" pronta a scattare a gennaio). Giorgio Mulè sulle pagine di Panorama parla di legge bluf (v. Il bluff della legge di stabilità).  Di "aumenti ridicoli in busta paga" parla il giornale nell'articolo "Paghetta di stabilità".
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(18/10/2013 - Sondaggi)
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