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Femminicidio: con il sì del Senato il dl è legge. Ma i 5 stelle accusano: ci sono misure per salvare le province

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Anche il Senato ha detto sì alla conversione del decreto-legge n. 93/2013 contro il femminicidio. Il provvedimento è stato approvato con 143 voti favorevoli e tre contrari. Il testo è rimasto invariato rispetto a quello licenziato dalla camera mercoledì scorso. Le nuove norme dovranno ora essere promulgate dal Presidente della Repubblica e poi pubblicata nella gazzetta ufficiale.

Proteste sono arrivate dal Movimento Cinque Stelle che hanno definito, senza mezzi termini, questa legge come un "fritto misto" facendo riferimento al fatto che nel suo interno sono contenute delle misure per salvare le province.

Già nei giorni scorsi nell'blog di Beppe Brillo, Max Bugani, aveva accusato i "furbacchioni di Pd e Pdl" di avere inserito nel decreto un emendamento vanificare la riforma delle province.

Nel suo post Bugani denuncia la contraddittorietà di quel mondo politico che da anni parla inutilmente della volontà di ridurre i costi e di abolire le province per poi, nei fatti, fare l'esatto contrario di ciò che ha promesso. "In un solo colpo - scrive Bugani - "hanno sporcato l'importantissima legge sul femminicidio e hanno rilanciato enormi costi che graveranno ovviamente sulle tasche degli italiani".

Vedi anche:
(12/10/2013 - N.R.)
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