Il Garante per la privacy, con newsletter del 1-7 aprile, ha stabilito che i soggetti protestati che abbiano sanato il proprio debito o abbiano dimostrato l’illegittimità o l’erroneità del provvedimento dal quale sono stati colpiti, devono essere cancellati dal registro dei protesti e considerati a tutti gli effetti come mai iscritti. La cancellazione dei nomi dovrà essere effettuata anche da tutte le banche dati parallele, anche private, consultabile da terzi e soprattutto dalle società che erogano finanziamenti. La decisione è stata presa in accogliemento del ricorso di un cittadino che lamentava la perdurante iscrizione di dati personali relativi a un protesto cambiario su una banca dati che era a disposizione di una società finanziaria.

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