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Il ministro dell'Economia Vittorio Grilli in relazione alla legge di stabilità ha chiarito che una riduzione delle tasse sarà possibile solo seguendo la strada del rigore sulla spesa pubblica. Secondo grilli, il tagli sulle spese sono necessari e non è possibile neppure procedere più lentamente nella strada del risanamento dei conti pubblici visto quanto accaduto a luglio con lo spread e la fuga di capitali. E' una questione di credibilità: Può essere frustrante dover seguire gli andamenti del mercato - spiega grilli - ma se avessimo annunciato di prendercela più comoda probabilmente avremmo terrorizzato i mercati.

In ogni caso, spiega il Ministro per tagliare le tasse bisogna tagliare le spese.

Per quanto riguarda il nuovo sistema di detrazioni, Grilli spiega che dal punto di vista di cassa, gli effetti ci saranno dal 2013. La situazione è complessa, spiega il Ministro, "con una serie di tecnicalità che si ripresentano ogni volta si toccano le aliquote: il nuovo sistema di detrazioni partirà dal 1 gennaio 2013 dal punto di vista di cassa. Con i saldi sul 2012 e gli anticipi sul 2014 che saranno di competenza del 2013".

Il ministro ricorda che il taglio delle detrazioni dalle 1 miliardo di euro mentre la riduzione di un punto delle aliquote Irpef più basse Valle 6,5 miliardi e per questo abbiamo a che fare con 5,5 miliardi "che entrano nelle tasche degli italiani tra riduzione delle detrazioni e diminuzione delle aliquote".

Intanto non si placano le polemiche sulla legge di stabilità. Forte l'attacco di Susanna Camusso, segretario generale della Cgil. Ci avevano detto, spiega il leader sindacale, che la legge di stabilità sarebbe servita per evitare l'aumento dell'Iva. All'improvviso invece abbiamo trovato questo aumento. Si tratta, secondo la camusso di un metodo di relazionarsi con le parti sociali che non è degno di un paese normale.
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