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Francia: anche i ricchi piangono (e pagano!)

licenziato licenziamento
di Barbara LG Sordi -
Hollande e i suoi ministri stanno cercando di riempire le buche (per essere solidali con i cugini d'oltralpe) create nell'economia francese, proprio come il nostro Monti & co. Lo sta facendo però in maniera molto diversa. Lasciando perdere le false promulgazioni sul web dei suoi successi legislativi e governativi ottenuti a poche settimane dall'elezione (del tipo: cancellazione totale delle auto blu e tagli incredibili sugli stipendi dei politici. Insomma una proiezione di quel che gli italiani avrebbero gradito venisse realizzato qui in Patria), pare che comunque Monsieur le President sia intenzionato a reincarnarsi in un novello Robin Hood, per nostra fortuna evitando di indossare la calzamaglia.

Ha infatti approvato una misura economica anti-lusso (già punto di forza della sua campagna elettorale), che sta sconquassando il mondo dei veri ricchi francesi, che potrebbero presto vedersi alleggerire del 75% i redditi annuali, perlomeno quelli che superano il milione di euro. Dopo aver già applicato una tassa extra sulle auto di lusso (quasi tutte di importazione, ndr), ecco colpire i conti in banca.

Così c'è già chi cerca di prendere provvedimenti per salvaguardare i propri guadagni, come Bernard Arnault, proprietario di Lvmh, vera e propria multinazionale del lusso, grazie a marchi come Louis Vuitton, Dior, Moët et Chandon, Bulgari. Non straccetti o vinelli da due lire. Arnault, l'uomo più ricco di Francia e d'Europa, al quarto posto nella classifica Forbes degli uomini più ricchi del mondo, ha pensato bene di mollare la Francia ed espatriare in Belgio. Chiedendo "asilo" a Bruxelles. Naturalmente dopo le acide critiche di molti francesi (che contano, ca va sans dire!) il magnate ha pensato bene di sottolineare che le tasse continuerà a versarle in Francia, perché il passaporto richiesto è doppio e perché la base dei suoi affari resterà lì. La scelta, ha precisato, è stata dettata dalla necessità di seguire più da vicino gli interessi (nel campo dell'edilizia) che la sua famiglia ha proprio in Belgio. Anche se in molti hanno malignato che la scelta del Belgio è una scorciatoia per arrivare in lidi ben più appetibili, leggasi: Monte Carlo. Che nega la cittadinanza (e relativi benefici fiscali) ai francesi, ma non ai vicini belgi.

Ora sull'esempio di Hollande perché Monti non ci fa lo stesso prezioso regalo? Tasse ai super ricchi così da prendere due piccioni con una fava: più soldi nelle casse dello Stato (=meno Austerity=meno tagli al welfare) e meno aspiranti Premier in giro.

E guardate che siamo già a quota due....indovinate chi?

Email barbaralgsordi@gmail.it
(10/09/2012 - Barbara LG Sordi)
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